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The Wave, raggiungere l’Onda
Dopo che una prima versione di questi articoli è rimasta online su Taupleia.org per più di 8 anni, è giunto ora il momento, di metterci mano per rinnovarla radicalmente. Giudico quella di allora una prima escursione “fuori dal normale giro”.
Precedentemente se ne sono aggiunte molte. Solo in questa regione ne ho intraprese almeno qualche dozzina. Ogni volta ho esplorato a fondo l’ambiente e ne ho ricavato un buon quadro d’insieme. Prima c’erano poche informazioni valide riguardanti North Coyote Buttes, mentre ora la situazione è totalmente cambiata. The Wave è ora conosciuta ad tutti e per i viaggiatori del sud-ovest non è più una meta esclusiva.
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Turista per caso (1985-2011)
New York, New York (La prima volta a NY – 1985)
La coda all’aeroporto per il controllo documenti è di una lentezza esasperante. Il funzionario addetto (da lontano sembra un portoricano) tamburella nervosamente le dita e impiega un tempo interminabile per scrutare nel dettaglio ogni singolo passaporto. Qualcuno viene mandato indietro, qualcun’ altro è invitato con modi spicci a compilare meglio il modulo per l’ufficio immigrazione. Al “JFK” di New York l’America si presenta così: per entrare bisogna pagare pegno e sottoporsi a un rito di ingresso che vale come surrogato del tempo di transito cancellato dalla velocità dei voli intercontinentali.
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Wahweap Hoodoos
Mai per altre regioni del Southwest il segreto è stato custodito così gelosamente come per i Wahweap Hoodoos nel sud del GSENM (Grand Staircase-Escalante National Monument). Tutti i "grandi " della fotografia di paesaggio hanno almeno una foto di questo posto nel loro portfolio. A quanto pare esiste anche un accesa battaglia per i nomi da dare. Ci si può convincere visitando i siti web di Fatali & Co oppure sul sito italiano di alcuni bamba a grande formato. Evidentemente non è pratica comune quella di pubblicare le informazioni sul luogo in cui si fanno certe fotografie.
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Venezia: Andar a ombre di Giuseppe Pompili
Nessuno mi aveva mai spiegato cosa diavolo fosse un bàcaro, se proprio ci tenete a saperlo. E’ incredibile quante persone passino l'intera esistenza senza mai chiedersi il significato di una dannata parola. Molti, poi, se glielo dicessero, non ci metterebbero piede per tutto l’oro del mondo. Tranne i veneti, naturalmente. Loro hanno fatto del bere un’arte, e viceversa. Ma non sono tanto sicuro ci sia molta differenza. Per farla breve, c'è un modo di pranzare a Venezia: "andare per ombre e cicchetti", che consiste nel girare per i vari bàcari e osterie consumando di volta in volta piccoli assaggi di pesce o salumi e bevendo "ombre" di vino. A Venezia si bevono giornalmente 50.000 ombre. Una bella cifra per una città che, dopo il calo demografico degli ultimi anni, non conta ormai che 75.000 abitanti.
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